L’italiano percepito
La nozione di «italiano percepito» si lega da un lato ai riflessi delle cosiddette «ideologie linguistiche», dall’altro a quello che è stato chiamato «il sentimento della lingua». Oggi potremmo ricondurre questo secondo concetto alla nozione sociologica di sentiment: un comune sentire attestato su posizioni pessimistiche, influenzate da spinte emotive più che da dati obiettivi. Tipica, in questo senso, è la vicenda della «morte del congiuntivo»: morte presunta, ma annunciata già da oltre mezzo secolo proprio come quella del punto e virgola; o ancora – analogamente – della «scomparsa dei dialetti» e dell’«invasione» delle parole straniere. Il principale prodotto di questa ideologia conservatrice è una varietà di lingua che potremmo chiamare «trascendentale»: una lingua perfetta e immutabile che, collocata in una sorta di empireo, guarda dall’alto tutti gli usi concreti. E non può che giudicarli tutti più o meno difettosi, perché inevitabilmente nessuno coincide con quell’idealizzazione.
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Creato da R.I., Venerdì 13 Gennaio 2023
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